Saremo io e te accusì sarà per sempre AI

Benvenuti a una nuova puntata di Trendology, la rubrica che pesca dai Google Trend nel mondo e si diverte a trasformarli in argomenti tecnologici.

Questa settimana devo dire che ho avuto un brivido quando ho visto comparire nella lista dei trend in ascesa l’Eurovision: come si fa a rifiutare l’occasione di giocare al gioco del SE FOSSE?

E allora venite con me, andiamo a vedere in quale tecnologia si tramutano i nostri cantanti.

Metaverso -Lion Ceccah

 Lion Ceccah – Lituania, artista poliedrico che unisce musica, danza e poesia, incarna perfettamente l’essenza del metaverso. Il parallelismo tra il musical theater e il metaverso si configura nella sconfinate possibilità di essere quello che vogliamo, cambiare pelle, cambiare essenza, provare e interpretare migliaia di opzioni differenti, unico limite la vostra fantasia (e la disponibilità del vostro programmatore).

Infatti, Lion nel musical theater, genere che solo nel nostro paese fa 28 milioni di spettatori in un anno, si diverte parecchio pescando dal trasformismo (attinge dalla ballroom, alla street dance, passando per il drag) e combinando elementi come musica, recitazione e scenografia per creare un universo immaginario in cui gli spettatori possono perdersi. Allo stesso modo, il metaverso dove una piattaforma come Roblox fa 97 milioni di utenti giornalieri, utilizza tecnologie avanzate come la realtà virtuale (VR) e la realtà aumentata (AR) per trasportarci in luoghi digitali interattivi. Questi due mondi condividono un obiettivo comune: connettere le persone attraverso esperienze emotive e sensoriali.

Come nel teatro musicale, il metaverso è frutto di una collaborazione tra diverse figure creative: sviluppatori, designer, artisti digitali e creatori di contenuti. Lion Ceccah, con la sua capacità di fondere discipline artistiche, rappresenta questa sinergia tra arte e tecnologia, portando il pubblico in un viaggio che trascende i confini della realtà.

Realtà Aumenata – Dara

 Dara – Bulgaria, con il suo stile pop fresco e innovativo, è un perfetto simbolo della realtà aumentata (AR). Il pop e l’AR condividono una visione comune: reinterpretare il mondo per renderlo più accessibile e coinvolgente (da oggi ribattezzeremo la realtà aumentata come la tecnologia coi brillantini).

La musica pop si distingue per la sua capacità di trasformare elementi quotidiani in opere che parlano direttamente al pubblico. Il 45% dei consumatori di musica considera il pop il proprio genere principale, rendendolo il più ascoltato al mondo. Allo stesso modo, la realtà aumentata, con oltre un miliardo di utenti attivi a livello globale, sovrappone contenuti virtuali al mondo reale, arricchendo l’esperienza sensoriale. Entrambi puntano a democratizzare l’estetica: il pop abbattendo le barriere tra arte alta e cultura di massa, l’AR rendendo accessibile a tutti un’esperienza tecnologica avanzata tramite strumenti come gli smartphone (perché nessuna grande rivoluzione è davvero valida se non è inclusiva).

Dara, con la sua capacità di reinventare emozioni e immagini attraverso la musica, incarna perfettamente lo spirito dell’AR: una tecnologia che amplifica la percezione del quotidiano rendendolo più dinamico e spettacolare (la quotidianità della signora Maria ma in technicolor).

Intelligenza Artificiale – Sal Da Vinci

 Sal Da Vinci – Italia, rappresentante del genere neomelodico (come potevamo mai tralasciare il fenomeno nazionale del momento, così fedele a se stesso e così capace di stupire l’estero), si presta a un interessante parallelismo con l’intelligenza artificiale (IA). Entrambi rispondono alle esigenze della società adattandosi ai bisogni del pubblico (prima o poi userò questo parallelismo in uno speech).

Il neomelodico è una forma d’arte popolare, che vanta per i brani di punta fino a 100 milioni di streaming e singoli artisti che raggiungono anche i 400 milioni di streaming (ricordo ai lettori che parliamo di musica regionale) che racconta storie quotidiane con linguaggi semplici e diretti, creando una connessione immediata con la comunità. L’intelligenza artificiale, dal canto suo in Italia viene utilizzata dal 48% della popolazione, apprendendo dai dati per offrire soluzioni personalizzate agli utenti. In entrambi i casi, il successo dipende dalla capacità di interpretare le necessità del pubblico (la prima regola per comunicare, è parlare la lingua di chi ti ascolta).

Sal Da Vinci rappresenta l’interazione tra creatore e pubblico, proprio come l’IA riflette la relazione tra sviluppatore e utente. Questo parallelismo dimostra come arte e tecnologia siano strumenti potenti per creare connessioni profonde e rispecchiare le dinamiche della società.

Tre cantanti e tre tecnologie un viaggio divertente tra usi e costumi del nostro tempo per dimostrarvi che nulla si distrugge ma tutto si trasforma e la nostra maggior capacità e quella di prendere da ciò che conosciamo, continuando ad attualizzarlo.

Non potete certo mancare il prossimo articolo, perché ormai per quanto riguarda questa rubrica, come dice Sal: sarà per sempre sì!

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